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Economia del Bene Comune: il Pineta è Bilanciato!

 

Economia del bene comune: che cos’è e come partecipa l’hotel Pineta al Bilancio del Bene Comune promosso da Christian Felber?

Il Pineta è un hotel, un ristorante e un centro Wellness, ma è anche un instancabile produttore di bene comune. Ma che cos’è questo BENE COMUNE? Quanto ne produce il Pineta in un anno? E soprattutto, chi se lo gode?

In questo articolo sul blog del Pineta risponderemo a questi interrogativi e, nella parte conclusiva, vi forniremo un breve resoconto dell’importante meeting a cui siamo stati recentemente invitati presso la prestigiosa Università di Padova.

bilancio

Noi del Pineta durante la presentazione delle azienda Bilanciate all’università di Padova

Qui, tra gli altri, abbiamo potuto conoscere di persona Christian Felber, storico e scrittore austriaco (nato a Salisburgo) meritevole di avere coniato per primo l’espressione “Economia del Bene Comune” (“Gemeinwohl-Ökonomie”).

Buona lettura e, per saperne di più, non esitate a contattarci!

BILANCIO DEL BENE COMUNE

Il bene comune è l’altra faccia del bene privato: una risorsa per la vita, una fonte di benessere che però non appartiene a un’unica persona, ma a un gruppo. Più grande è il gruppo, più comune è il bene. Per intenderci: l’aria è forse il più comune dei beni, e forse proprio per questo in pochi pensano a tenerla pulita.

EBC - Pineta

Aula piena per la presentazione del Progetto: Bilancio Bene Comune Pineta

Gli ospiti: il nostro lavoro è produrre benessere per i nostri ospiti

L’hotel ne riceve quasi 12.000 all’anno, a cui si aggiungono i circa 3.000 ospiti esterni del ristorante e i quasi 2.000 del centro wellness. Possiamo vantare recensioni altissime sui siti specializzati, forse perché abbiamo la fortuna di fare un lavoro che ci piace.

Ai nostri ospiti offriamo un benessere completo, del corpo e della mente, il contatto con la natura, le passeggiate di salute, una cucina sana e relazioni autentiche, basate sulla semplice volontà di farsi del bene a vicenda. E nello sforzo di produrre benessere per i nostri ospiti, produciamo del bene anche per altri, inclusi noi stessi.

Il personale: il nostro Staff il cuore dell’accoglienza al Pineta

Il Pineta impiega 32 persone, a cui versa quasi un milione di euro l’anno. 18 sono italiani, 12 di altri paesi europei e due africani. 19 sono donne e 13 uomini, con ruoli manageriali quasi perfettamente suddivisi tra i due sessi (dati aggiornati al primo semestre del 2019). Gli orari sono flessibili e tutto il personale ha accesso a cibo di qualità, strutture sportive e un luogo di lavoro immerso nella natura, bello e confortevole. Ecco qui il #PinetaStaff!

I concorrenti: detti anche colleghi qui al Pineta

Sembra strano, ma ci stanno a cuore anche i nostri concorrenti. Non perché siamo particolarmente buoni, ma perché il loro bene contribuisce al nostro. È il bello del bene comune! Siamo da sempre nell’associazione di albergatori locali, insieme elaboriamo strategie cooperative di marketing, miglioriamo gli standard del settore, facciamo crescere la reputazione turistica del nostro territorio, partecipiamo a club di prodotto come VitaNova e Dolomiti Walking Hotels.

I fornitori

Il Pineta spende ogni anno ben oltre un milione di euro tra materie prime e servizi, contribuendo al benessere di decine di aziende e delle centinaia di persone che in esse lavorano. Per fortuna il nostro flusso di cassa è molto regolare e ci permette di pagare in tempi brevi, mai oltre i 60 giorni. Circa metà dei nostri fornitori sono locali, ma la percentuale cresce di anno in anno e punta sempre più decisamente verso il km 0. Non siamo sicuri che tutti i nostri fornitori siano attenti quanto noi al bene comune, ma per quanto ci risulta lo sono. Molti li conosciamo di persona.

L’ambiente: il benessere fuori dalla porta

È casa nostra. Come Pineta facciamo di tutto per lasciarla meglio di come l’abbiamo trovata, ma occorre l’aiuto di tutti, a livello globale. Grazie a un impianto fotovoltaico produciamo più di 1/3 dell’energia elettrica che usiamo. I restanti 2/3 sono prodotti da fonti al 100% rinnovabili grazie all’energia idroelettrica del Trentino.

La produzione di energia termica per il riscaldamento degli ambienti e dell’acqua avviene interamente da fonti rinnovabili grazie a una caldaia a biomassa (cippato) e al solare termico (che contribuisce al 28%). Il nostro impegno per l’ambiente è certificato dal marchio Ecolabel. Il GPL è l’unico combustibile fossile che usiamo, per cucinare.

Evitare gli sprechi è una delle linee guida della nostra cucina, che giornalmente adatta il menu alla disponibilità di prodotti freschi, locali e di stagione.

Anche i nostri ospiti sono invitati a ridurre gli sprechi e a gestire correttamente le risorse e i rifiuti. La cucina predilige l’uso di prodotti locali e vegetali e invitiamo a ridurre il consumo di carne. Anche se non possiamo dire di avere un impatto 0, è lì che vogliamo arrivare, insieme, al più presto.

Ebc

La locandina dell’evento a cui siamo stati invitati all’università di Padova

Il territorio: la val di Non, il Trentino, le Dolomiti, le Alpi

È difficile misurare le ricadute di una azienda sul suo territorio, ma al di là dell’indotto economico e delle migliaia di turisti che gravitano intorno al nostro hotel, il Pineta è da decenni un motore d’innovazione per la Val di Non, soprattutto nel settore del turismo sostenibile.

Economia del Bene Comune: il ruolo del Pineta

La maggior parte dell’utile di gestione del Pineta (60.000 euro nel 2018) viene reinvestito nell’azienda e solo in piccola parte distribuito tra i proprietari. Il CDA è attualmente composto da sei membri, in rappresentanza di tre famiglie.

Nel nostro settore, la quota di indebitamento media è del 60%. La nostra è intorno al 40% ed è esclusivamente nei confronti di un creditore: la Cassa Rurale. Non siamo sicuri al 100% di quanto la nostra banca sia trasparente e attenta al bene comune, ma anche in questo caso c’è una lunga storia di conoscenza reciproca alle spalle e un continuo sprone al miglioramento.

È vero che non ci è dato sapere dove la nostra banca investa i suoi soldi, ma siamo contenti che un po’ li abbia investiti su di noi per permetterci di crescere e migliorare. Entro l’estate termineremo i lavori di ristrutturazione dell’ultima casa, lo Chalet Verdes (dal nome della vicina vallata, a due passi da San Romedio). È stato un importante impegno economico, ma anche un investimento in termini di efficienza energetica, benessere e qualità di offerta per i nostri ospiti.

Il bene comune è fatto di numeri, ma soprattutto dalla consapevolezza che il benessere di ciascuno dipenda da quello di chi gli sta intorno. Forse lo sappiamo già, ma ogni tanto è bene ricordarcelo. Abbiamo ampi margini di miglioramento.

ECONOMIA DEL BENE COMUNE (EBC): un modello economico che ha futuro

L’Economia del Bene Comune è un movimento globale nato per promuovere un modello economico basato sulla massimizzazione del bene comune. L’EBC è una leva di cambiamento sul piano economico, sociale e politico – un ponte tra un sistema economico ormai vecchio e contraddittorio e un nuovo modo di concepire e praticare l’economia.

Può esistere una economia post-crescita? Una economia più sociale? Sussidiaria? Più equa, più solidale? Può esistere una economia più democratica? EBC promuove valori tendenti verso uno sviluppo positivo delle relazioni tra l’uomo e il suo ambiente sociale e naturale: fiducia, cooperazione, solidarietà, condivisione.

Si pone l’obiettivo di trasformare il quadro degli obiettivi degli attori economici soppiantando la ricerca del profitto e della concorrenza con la cooperazione e il bene comune.

EBC: A CHI SI RIVOLGE?

  • Aziende e organizzazioni
  • Comuni e regioni
  • Scuole ed enti di formazione
  • Persone singole e comunità familiari

EBC IN ITALIA E NEL MONDO

EBC è un movimento internazionale organizzato in reti nazionali attualmente distribuite in ventisei stati. Coinvolge migliaia di persone, oltre cento gruppi regionali attivi in tutto il mondo e tavoli di lavoro transnazionali.

In Italia e in particolare in Alto Adige, oltre cento aziende sostengono l’economia del bene comune, numerose scuole hanno integrato i piani di studi divulgando l’economia del bene comune e alcuni comuni hanno iniziato a studiare e adoperare il modello. In collaborazione con le Università, EBC sta attualmente elaborando un indicatore regionale del Bene Comune.

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INCONTRO CON CHRISTIAN FELBER ALL’UNIVERSITÀ DI PADOVA: IL PINETA TRA LE AZIENDE PARTECIPANTI AL BILANCIO DEL BENE COMUNE

Venerdì 12 aprile 2019 abbiamo partecipato all’incontro intitolato “Economia del Bene Comune: quanto e come le imprese contribuiscono al bene comune? Testimonianze a confronto” presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale all’Università degli Studi di Padova.

All’interno dell’ateneo patavino fondato addirittura nel 1222 e in cui insegnò il grande Galileo Galilei tra il 1592 e il 1610, siamo stati accolti dai saluti istituzionali da parte del professor Antonio Scipioni e del vicesindaco Arturo Lorenzoni.

Poi, dopo un altro paio di interessanti interventi, la parola è passata all’ospite di onore Christian Felber. Questi, cofondatore di “Economy for the Common Good“, ha spiegato ai presenti la propria visione riguardante il bene comune attraverso esempi teorici e pratici.

EBC

Io con Christian Felberg e Bernhard il mio Consulente Senior

Lo storico austriaco si è soffermato particolarmente sui benefici derivanti da questa nuova filosofia economico – sociale in contrasto ai danni creati dall’estremizzazione capitalistica attualmente in atto in gran parte del pianeta.

Il capitalismo prevede infatti nel suo modello più estremo un esclusivo guadagno individuale senza tenere conto del benessere né degli altri né dell’ambiente circostante. A proposito di ciò, possiamo vedere tristemente come la nostra amata Terra sia sconvolta quotidianamente da catastrofici eventi climatici e, come previsto da autorevoli scienziati, sembrerebbe alquanto difficile riuscire ormai a invertire questo drammatico trend.

L’economia del bene comune prevede al contrario una interazione tra soggetti e realtà aziendali grazie a cui migliorare giorno dopo giorno il benessere di ognuno di noi e dell’ambiente circostante.

Lo studioso di Salisburgo ha poi menzionato la giovane attivista svedese Greta Thunberg come esempio lampante di lotta attiva a favore della natura e del benessere dell’umanità in generale, citando inoltre altri nomi di ragazzi e ragazze da cui noi adulti dovremmo trarre ispirazione.

Una volta terminato questo suo primo intervento, ha lasciato spazio a Marco Soverini (AICQ – Associazione Italiana Cultura Qualità) e Clara Visonà (Innova SRL – Area Welfare Aziendale), dopo i quali i titolari delle aziende partecipanti al progetto EBC hanno raccontato le proprie esperienze.

Tra queste vi segnaliamo:

  • Pineta Naturalmente Hotel
  • Macrolibrarsi di Golden Books SRL
  • Cooperativa Lavoratori Metalmeccanici
  • Panacea Social Farm SCS

Infine sono stati consegnati i diplomi ai consulenti nazionali EBC e, dopo le foto di rito, abbiamo concluso la piacevole e fruttuosa giornata con un aperitivo presso il Caffè Pedrocchi di Padova.

Continuate a seguirci e a presto con altre news su questa importante tematica sociale!

Per saperne di più, visitate il sito EBCSe voleste approfondire ulteriormente, vi consigliamo di acquistare il libro “L’economia del bene comune. Un modello economico che ha futuro” scritto da Christian Felber (ed. Tecniche Nuove, anno 2012, prezzo 14,90 euro).

Riccardo Tempo & Nicola Sicher

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