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I laghi del Trentino Alto Adige in bici

 

Il Trentino Alto Adige, chiamato anche non a caso Finlandia d’Italia, è una regione alpina ricca di aree verdi e laghi.

Dal Garda, il più grande della nostra penisola e, negli ultimi anni, mecca di bikers da tutto il mondo, ai laghetti di Molveno e Nembia passando per Caldaro, Toblino, Santa Giustina e per il bacino lacustre di Terlago, senza poi dimenticare i laghetti di Coredo e Tavon, i bacini lacustri trentini animano i sogni di molti viaggiatori che durante la stagione calda si riversano sulle loro rive.laghetti di Coredo e Tavon in bici

In questo breve viaggio attraverso il Trentino Alto Adige visiteremo quattro di questi splendidi laghi in bicicletta.

Il lago di Molveno e il laghetto di Nembia – In bici sotto le Dolomiti di Brenta

Bici consigliata: bici da corsa  o bici da gravel (o da trekking), se si volesse percorrere il tratto sterrato lungolago

Lunghezza: 70 km circa

Non troppo distante dalla Val di Non, immerso tra le vette dolomitiche che dominano l’altopiano della Paganella, sorge il lago di Molveno. Nonostante le ridotte dimensioni è curioso sapere che il lago di Molveno risulti essere il secondo lago per estensione interamente in territorio trentino.

Il poeta Antonio Fogazzaro lo definiva “preziosa perla in più prezioso scrigno” e non serve molto a capirne il perché: la posizione di Molveno è a dir poco idilliaca, sospeso tra dolomia e borghi colorati, rovine antiche e discese suggestive da affrontare in sella a una bici.lago di Molveno in bici
Da Tavon, dove sorge il Pineta Hotels, la strada per Molveno porta i ciclisti a percorrere parte della bassa valle fino a imboccare il bivio, in salita, per l’altopiano. Il consiglio è di seguire il versante orientale della Val di Non lungo la ciclabile del Sabino prima e pedalando sulla vecchia strada poi.

Prima di giungere al bivio per il Maso Milano e Spormaggiore, dove sorge l’interessante parco faunistico, si attraversa la vallata. La salita non è mai durissima ma richiede comunque un minimo di allenamento. Da Cavedago si sale ancora fino ad Andalo, antico centro medievale dominato dal Piz Galin e poi a Molveno, punto di arrivo dell’itinerario in bici. laghetto di Nembia in bici

Se si volesse allungare un po’ il giro suggerisco di proseguire lungolago – una sponda è sterrata mentre l’altra asfaltata – fino al grazioso laghetto di Nembia, prima di rientrare al punto di partenza per la stessa via dell’andata.

Il Lago di Caldaro in bici tra vigneti e monti

Bici consigliata: bici da corsa o trekking bike

Lunghezza: 91 km circa (74 km fino a Mezzocorona)

Due strade separano la Val di Non dal lago di Caldaro, nella valle dell’Adige altoatesina: la prima, più impegnativa, risale i tornanti del Passo della Mendola (dove sorge la funicolare più antica d’Europa) per scollinare direttamente a monte del bacino lacustre; la seconda, più semplice ma più lunga, aggira la Val di Non entrando nella vallata dell’Adige dalla Rocchetta.

Questo itinerario percorrerà un anello ciclabile tra le due province rientrando al punto di partenza in bici o con l’ausilio del treno Trento – Malè.lungolago-caldaro-in-bici
Dall’altopiano della Predaia, per affrontare su due ruote il valico della Mendola, si deve scendere verso Dermulo e la statale 43dir. All’incrocio si svolta a destra superando Sanzeno, Malgolo e altre località dell’alta valle fino a giungere a Cavareno dove si imbocca l’inizio dell’ascesa.

Senza essere mai troppo impegnativo su questo versante, il Passo della Mendola collega il Trentino all’Alto Adige permettendo di raggiungere il lago di Caldaro in piacevoli paesaggi. Si scende verso l’acqua immergendosi in un ambiente bucolico.

I vigneti che punteggiano il territorio poi, sono un chiaro invito a una sosta degustativa prima di riprendere la via del ritorno. Dal lago di Caldaro si pedala velocemente fino a Egna dove si può iniziare a seguire la pista ciclabile dell’Adige in direzione Trento. All’altezza di Mezzocorona si svolta verso destra lungo il collegamento ciclabile con la Rocchetta e la Val di Non. ciclabile-del-sabino

Se si iniziasse a essere stanchi, come anticipato, alla stazione si può salire sul treno per Malè ricordandosi di scendere all’altezza di Dermulo per l’ultima fatica. Se le gambe girassero ancora si potrebbe invece proseguire sula strada vecchia della vallata imboccando poi la ciclabile del Sabino fino a Taio.

Nella sede del comune di Predaia si gira a destra pedalando in salita verso Castel Bragher, Coredo e il Pineta Hotels.

Il Lago di Santa Giustina in bici

Bici consigliata: bici da corsa

Lunghezza: 42 km circa

Un giro classico da fare in bici da corsa partendo dall’altopiano della Predaia è l’anello del Lago di Santa Giustina. Dopo un tratto di rilassante discesa fino alla SS43dir si pedala verso Sanzeno dove si devia per Banco sulla SP74.

Tra scorci sul lago, sui meleti e sui boschi della valle, i chilometri scorrono veloci portandoci a Revò, la località dell’ormai famoso vino rosso Groppello. Cagnò è la meta successiva mentre le acque cangianti del lago di Santa Giustina, che qui si mostra nella sua veste migliore, conquistano la vista di ogni ciclista.

Il lago di Santa Giustina è il bacino artificiale più grande del Trentino. La diga, che ne ha permesso la formazione, fu eretta nel 1951 e, ai tempi della costruzione, risultava essere la più alta dell’intera Europa con i suoi 152,5 metri. L’itinerario prosegue passando poi per Livo, Cis e approdando al Ponte di Mostizzolo, il punto di inizio della ciclabile della Val di Sole.lago-di-santa-giustina
Da Mostizzolo, dopo aver attraversato il torrente Noce, amato per le numerose possibilità di discese rafting, si sale dolcemente verso Cles, il centro principale della Val di Non. Prima di entrare nel centro abitato si può godere di una splendida vista sul Castel Cles che si affaccia sulle placide acque del lago.

Da Cles bisogna prestare particolare attenzione al tratto piuttosto trafficato che collega il centro di valle a Dermulo, appena prima della salita che riporterà i ciclisti al punto di partenza sull’altopiano della Predaia.

I laghi trentini sono una risorsa unica per il territorio e un’attrattiva molto apprezzata da turisti e viaggiatori: scoprirli in sella a una bicicletta, lentamente, gustandosi ogni istante della pedalata, è un’emozione senza eguali!

Agli appassionati di ciclismo, consigliamo infine di guardare la nostra offerta speciale “In mountain bike sulle Dolomiti“, valida da inizio aprile a inizio novembre, mentre per chi ami l’ambiente lacustre ecco qui l’articolo sulle 3 passeggiate intorno ai laghi trentini.

Veronica Rizzoli, lifeintravel.it

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