Escursione invernale al Corno di Tres, che spettacolo!

 

Corno di Tres: escursione invernale dal Rifugio Predaia

Il Corno di Tres è uno dei luoghi simbolo dell’altopiano di Predaia, essendo il punto più in alto in assoluto da poter raggiungere per gli amanti del trekking. Situato a 1.812 metri di altitudine, questo luogo incantevole è meta turistica sia in estate sia in inverno e per noi del Pineta è sempre speciale farlo scoprire ai nostri ospiti. In questo articolo vi racconterò la mia recente escursione al Corno di Tres con partenza dal Rifugio Predaia ai Todes’ci assieme agli amici (entrambi #PinetaLovers) Paolo Sala e Marcello Vaglia.

In cima al Corno di Tres: da sx Marcello Vaglia, Paolo Sala e Riccardo Tempo

Racconto della gita al Corno di Tres

Il mese di dicembre ha visto cadere quest’anno una abbondante neve, permettendoci dunque di fare già numerose ciaspolate. L’obiettivo di questa gita avrebbe proprio riguardato la possibilità di utilizzare le ciaspole ma, una volta raggiunto il Rifugio ai Todes’ci, abbiamo capito che avremmo potuto camminare semplicemente con gli scarponi.

Partiti in auto dal Pineta, abbiamo raggiunto in circa dieci minuti il parco di avventura Sores Park e da lì abbiamo imboccato la ripida salita fino al Rifugio Predaia ai Todes’ci a quota 1.400 metri di altitudine, davanti a cui abbiamo parcheggiato. Il sentiero, pieno di neve, era battuto bene e ciò ha fatto sì che non avessimo alcun problema durante il tragitto. Il primo tratto è piano e quindi permette di riscaldare un po’ la muscolatura prima dell’inizio delle rampe più difficili. In breve tempo abbiamo raggiunto la Malga Rodeza (o Malga di Tres), posta a 1.570 metri, dove un paio di ore dopo avremmo pranzato.

Foto di Fernando Gardini (fernandogardini.blogspot.com)

Prenotato un tavolo per pranzo, siamo subito ripartiti alla volta della vetta e dopo 30-40 minuti siamo giunti in cima a quota 1.812 metri. L’ultima parte è lievemente più dura rispetto al resto del percorso ma, in ogni caso, non presenta serie difficoltà. Abbiamo incontrato alcuni appassionati di sci alpinismo e, lo ammetto, ho provato un’invidia pazzesca per questi avventurieri. Tornando al tragitto, a circa cinque minuti dall’arrivo è presente un primo pianoro, dove è posta una lapide in ricordo del giovane Davide Chini (scomparso prematuramente nel 2017). Il secondo pianoro si trova invece in vetta, da dove è possibile ammirare un panorama incredibile. Peccato solo che la giornata in cui siamo andati fosse nuvolosa e che il vento fosse piuttosto forte. In ogni caso, abbiamo scattato le foto di rito davanti alla Madonnina in vetta e poi siamo subito scesi.

Pranzo a Malga Rodeza

Molti di voi saranno stati a Malga Rodeza, visto che questa baita è una delle mete presenti nelle gite di Livio in quel di Predaia. Gestita dalla famiglia Rizzardi (già padroni del Solarium Predaia e della Malga Nuova di Coredo), rappresenta ormai un punto turistico di riferimento molto importante. Il menù del giorno comprendeva i canederli (al burro o in brodo) come primo tre diverse portate come secondo piatto: polenta con salsicce, polenta e cotechino, polenta e formaggio. Infine una buona fetta di strudel come dolce, accompagnata dalle profumatissime grappe della casa. Terminato il pranzo, siamo ritornati all’auto dopo circa 10-15 minuti a piedi.

Conclusioni

La gita al Corno di Tres rappresenta una tappa fondamentale all’interno dei tour in Predaia, essendo il punto più alto raggiungibile a piedi o in bici nella zona. Quarta vetta più alta della Costiera della Mendola, risulta tra le mete predilette degli amanti delle ciaspole e dello sci alpinismo in inverno. In estate è invece “meta di pellegrinaggio” di numerosi biker sia in mountain bike (spinta a mano nell’ultimo km) sia in mtb elettrica. A proposito di mountain bike, in estate, potrete incrociare spesso qualcuno con la maglietta del mitico Predaia Bike Team e, forse, quel biker potrei essere io …

Foto di gruppo del Predaia Bike Team prima della gara “Predaia Superbike 2019” (ph. Adriano Rizzardi)

Concludo infine con un ricordo d’infanzia legato al Pineta e al caro Livio. Quando avevo dieci anni, nel 1997, andai con lui, i mie genitori e altri ospiti del Pineta proprio al Corno di Tres. Era estate e, giunti alla sommità, Livio ci disse:

Un po’ di tempo fa, lì sul ciglio, un ragazzo si è sporto per raccogliere una stella alpina ed è purtroppo volato giù nel burrone. Questa storia ci insegna che non dobbiamo mai rischiare inutilmente la vita e che dobbiamo sempre rispettare la natura.

Dopo tanti anni, ritornando in quel posto, quelle parole mi sono tornate alla mente e mi sono per un attimo commosso. Grazie Livio per tutti i magici luoghi in cui mi hai portato e grazie per i tuoi insegnamenti 🙂

Livio Sicher durante una fiaccolata notturna ai Due Laghi

Vi consiglio infine la lettura degli articoli sul tour invernale alle Maddalene e sulla ciaspolata in Val di Rabbi. Dai un occhio anche all’offerta “Ciaspole e benessere in Trentino“.

Riccardo Tempo


Lascia un commento