COSTIERA DELLA MENDOLA: GITA EPICA TRA NEVE E FERRATE

Costiera della Mendola
 

COSTIERA DELLA MENDOLA: ITINERARIO TREKKING DA MALGA RODEZA A MEZZOCORONA

La Costiera della Mendola rappresenta uno degli itinerari più importanti per gli amanti del trekking nella zona di confine fra Trentino e Alto Adige. Conosciuta anche con il nome di “Gruppo Roen – Macaion” (o “Mendelkamm” in tedesco), è un gruppo montuoso la cui cima più alta è quella del Monte Roen, posta a quota 2.116 metri.

Io, assieme ai compagni di avventura NICOLA SICHER e MARCO MARCHIORO, ho affrontato solamente una parte del percorso e vi posso assicurare che già così è stata piuttosto dura. Stare infatti in giro per circa nove ore nel freddo di novembre e con alcuni tratti alquanto impegnativi tra neve e vie ferrate è molto impegnativo, a meno che uno non sia un professionista del mestiere.

Monte di Mezzocorona, dopo quasi nove ore dalla partenza

In questo post vi narrerò dunque la nostra epica avventura. Prima, però, vi propongo una breve tabella con alcune info tecniche dell’itinerario.

COSTIERA DELLA MENDOLA: INFO TECNICHE DEL PERCORSO

Partiamo innanzitutto dalle informazioni legate all’itinerario completo.

  • Lunghezza totale: 35 km
  • Vetta più alta: Monte Roen 2.116 metri
  • Partenza / arrivo (o viceversa): Passo Palade – Mezzocorona
  • Difficoltà tabelle ufficiali: non indicata (per noi EE, per escursionisti esperti)
  • Periodo consigliato: estate
  • Cime: Monte Roen (2.116 m), Cima di Roccapiana (1.873 m), Monte Macaion (1.866 m), Corno di Tres (1.817 m), Monte Cucco (1.809 m), Penegal (1.737 m), Monte Nock (1.300 m), Monte di Mezzocorona (891 m), Monte di Mezzo (680 m)

Adesso vi fornisco invece alcuni dettagli della nostra passeggiata.

  • Lunghezza: 17,9 km
  • Dislivello positivo: 1.086 m
  • Dislivello negativo: 1.823 m
  • Durata: 8h 53′
  • Partenza: MALGA RODEZA (Malga di Tres)
  • Arrivo: MONTE DI MEZZOCORONA (e da lì in funivia a Mezzocorona)
  • Data: 21 novembre 2020
  • Itinerario: Malga Rodeza, Corno di Tres, Sella di Favogna, Cimoni, Valico di Prà d’Arza, Prà d’Arza, Monte Cucco, Cima di Roccapiana, Malga Craun, Monte di Mezzocorona, Mezzocorona

GITA DELLA COSTIERA DELLA MENDOLA: IL RACCONTO

Qualche giorno prima della partenza, Nicola Sicher mi ha domandato se volessi venire assieme a lui e all’amico Marco Marchioro a percorrere parte dell’itinerario della COSTIERA DELLA MENDOLA. Io ho subito accettato e, ancora memore dei seri problemi affrontati lungo la discesa dal passo della Sforzellina, sono andato a comprare un paio di scarponi invernali adeguati allo sforzo.

Malga Rodeza, foto d’archivio

Verso le 6 del mattino, è passato a prendermi il mitico senior chef Bruno Sicher e da lì ci siamo diretti in furgone a MALGA RODEZA. Posta a poco meno di 1.600 metri di altitudine, è gestita dalla famiglia Rizzardi ed è un punto di riferimento per tutti gli appassionati di trekking a Predaia.

La nostra lunga passeggiata è iniziata alle 6.27 e, al posto di girare immediatamente verso Sella di Favogna, abbiamo un po’ allungato la strada fino al CORNO DI TRES in modo da ammirare l’alba da un osservatorio privilegiato.

Scesi dal Corno, siamo ritornati sul sentiero per Sella di Favogna e, una volta raggiunto questo luogo, abbiamo imboccato la via per il Valico di Prà d’Arza. Se invece fossimo andati a sinistra, saremmo sbucati sulla famosa STRADA DEL VINO (WEINSTRASSE) in Alto Adige.

Da qui abbiamo raggiunto Prà d’Arza in pochi minuti e quindi ci siamo diretti verso il MONTE CUCCO. Tra queste due località bisogna percorrere circa 260 metri di dislivello e il nevischio presente in alcuni dei tratti più pendenti ha reso l’ascesa ancor più difficile.

monte-cucco-costiera-mendola
Guardiamoci alle spalle, dalla vetta del monte Cucco

Giunti sulla vetta del Monte Cucco, ho rifiatato per qualche minuto, non sapendo però che il pezzo successivo sarebbe stato il più tosto in assoluto. Nicola e Marco erano invece freschi come due rose e da qui siamo ripartiti verso CIMA DI ROCCAPIANA.

Dalla cima di Monte Cucco (1.809 m) si vede benissimo Cima di Roccapiana (1.873 m), ma non si riesce a intendere la difficoltà tecnica di quel tratto di sentiero. Dalla vetta del primo ci siamo allora buttati in discesa e nell’ultimo pezzo abbiamo dovuto affrontare una VIA FERRATA. Le prime due scale erano consecutive e non troppo impegnative, mentre la terza era spaiata e… ho impiegato qualche istante per passare da una parte all’altra.

Nicola è sceso dalla ferrata per primo, indicandoci i vari pericoli a voce alta, mentre Marco lo ha seguito a ruota senza alcun patema. Io sono invece partito per ultimo e, a parte qualche incertezza nel passaggio dalla scalinata di destra a quella di sinistra, è filato tutto via abbastanza tranquillo. Segnalo inoltre che gli ultimi 4/5 metri sono direttamente su roccia, ma per un trekker esperto non dovrebbe esserci alcun problema.

Se a questo punto vi dicessi che la ferrata non era nulla rispetto a ciò che avremmo trovato subito dopo, mi credereste?

Beh, fate voi! Vi posso solo dire che da lì siamo subito dovuti risalire prima camminando lungo uno strettissimo traverso dove un manto di 5 cm di neve a terra dava parecchio fastidio e poi, in seguito a un insidioso breve tratto in discesa pieno di foglie secche, abbiamo percorso il duro pezzo finale rischiando di scivolare più volte.

Dal traverso fino alla vetta di Cima di Roccapiana ero veramente al gancio, ma grazie ai due compagni d’avventura sono riuscito a superare le difficoltà e a raggiungere il luogo designato sin dall’inizio per il pranzo.

Curiosamente, proprio qui siamo stati raggiunti dall’amico SEBASTIAN DALLASERRA il quale, partito in solitaria circa due ore dopo di noi da Malga Rodeza, ci avrebbe preceduto di almeno un’ora in quel di Mezzocorona.

Una volta ripartiti, c’era solo discesa e in un’ora e venti minuti finalmente al sole siamo arrivati a MALGA CRAUN. Ginocchia e quadricipiti mi stavano ormai andando a fuoco ma, per fortuna, il traguardo finale non era più così lontano. Infatti, dopo meno di un’ora e mezzo, siamo giunti a MONTE DI MEZZOCORONA, da dove avremmo preso la funivia verso Mezzocorona (622 metri di dislivello!) nell’arco di qualche minuto.

Dalla partenza di Malga Rodeza alla stazione della funivia di Monte di Mezzocorona abbiamo impiegato 8h 53′, una fatica davvero immane, ma la soddisfazione è stata tanta! Al contrario di Marco e Nicola, io vado molto più spesso in bici che a piedi e vi posso assicurare che questa gita della Costiera della Mendola è stata per me una piccola impresa.

Escluso il GIRO DEI 2 LAGHI o il VIALE DEI SOGNI A COREDO, mi sa che certe camminate non mi vedranno più per un bel po’ di tempo. Però il richiamo della montagna sta diventando sempre più forte e… vi informo che per il 2021 abbiamo già programmato le ascese al Bivacco Battaglione Ortles e al Monte Vioz e per quelle occasioni mi auguro di rivedere con noi anche il grande MARCO COVA!

Agli appassionati di vacanze all’insegna del movimento e dello sport, consiglio infine di andare alla sezione “VACANZA ATTIVA” del nostro blog. Per saperne invece di più sul nostro territorio e su di noi, visitate le pagine VAL DI NON e IL PINETA 😉

Riccardo Tempo


Una risposta a “COSTIERA DELLA MENDOLA: GITA EPICA TRA NEVE E FERRATE”

  1. Come al solito Riccardo riesce ad essere esaustivo e nel contempo farti appassionare ai suoi racconti pieni di ensusiasmo. Come non essere coinvolti nel sperare di andare il prima possibile appena la situazione di emergenza sanitaria lo consentirà.
    Vito.

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