Ferrate in Val di Non: 3 vie ferrate facili in Trentino

 

Vie ferrate Dolomiti Trentino Alto Adige: 3 percorsi semplici in Val di Non. Info Sentiero Burrone Giovanelli, Susatti Cima Capi, Favogna

Il Trentino offre magnifici itinerari per ferrate: sulle Dolomiti, a picco sul lago di Garda e nel magico Brenta, sino in Val di Non. Con diversi gradi di difficoltà, a bassa e alta quota, più o meno impegnative, le ferrate in Val di Non e Trentino regalano panorami mozzafiato ed esperienze adrenaliniche.

Percorsi attrezzati con scale, catene, staffe, ponti tibetani e altri ancoraggi, le ferrate permettono anche a chi non sia un climber esperto di scalare e raggiungere montagne con pareti rocciose esposte.

La sicurezza sulle vie ferrate: alcuni consigli

Vanno tenuti in considerazione alcuni aspetti importanti per affrontare in sicurezza le ferrate:

  • è fondamentale dotarsi della corretta attrezzatura. Oltre al classico equipaggiamento da montagna sono infatti necessari: set da ferrata, imbrago e casco. Utili anche i guanti da ferrata;
  • importantissimo è controllare le previsioni meteo. Da evitare le ferrate con tempo incerto: i percorsi diventano scivolosi in caso di pioggia e il temporale è molto pericoloso se vi trovaste in parete aggrappati a cavi metallici;
  • prima di intraprendere qualsiasi gita in montagna e su vie ferrate va studiato il percorso per capire lunghezza e grado di difficoltà.

E ora che siamo pronti per partire, ecco le facili ferrate in Val di Non e Trentino Alto Adige assolutamente da provare in primavera.

A proposito di vita attiva, ecco qui un paio di offerte da non perdere:

Sentiero Attrezzato Giovanelli

Il punto di partenza è a Mezzocorona, a pochi passi dalla Val di Non e a circa 20 minuti in macchina dal Pineta Hotels.

Il sentiero attrezzato, chiamato anche Burrone Giovanelli, offre ambientazioni suggestive nel canyon e panorami magnifici sulla Piana Rotaliana.

Foto di una parete verticale attrezzata
Foto di parete verticale attrezzata

Tecnicamente facile, la ferrata è quindi consigliata anche ai neofiti anche se le scale sul percorso mettono un po’ alla prova le vertigini. E’ caratterizzata principalmente da funi metalliche ed è ideale da percorrere nei periodi non troppo caldi (si raggiunge una quota massima di 900 metri). Assolutamente da evitare in caso di periodi di pioggia per la scivolosità.

Il tempo di percorrenza dell’intero giro è di circa 4 ore e il dislivello in salita da affrontare è di 700 metri.

Percorso Via Ferrata Burrone Giovanelli

Parcheggiate la macchina in località Ischia a Mezzocorona e imboccate il sentiero 505. Dopo pochi metri vi troverete di fronte l’attacco della ferrata. Una lunga scala vi fa subito godere di una bella vista e altri tratti attrezzati sulle rocce vi condurranno nella meravigliosa forra.

Pian piano si esce dalla gola selvaggia e di fronte a voi si apre un anfiteatro con un’alta cascata. Ancora qualche passaggio attrezzato alternato al sentiero fino a quando non si spunta sulla forestale che porta al Bait dei Manzi (bivacco sempre aperto).

Da questo momento la ferrata si può dire conclusa. Ora vi aspetta da percorrere la strada bianca per giungere alla località Spiazzi e alla croce del Monte di Mezzocorona. Lì si trovano un paio di ristoranti, un ampio prato e la funivia che potrebbe essere utile, per chi fosse stanco, per scendere in paese.

Ricordate che arrivati a valle ci sono ancora circa un paio di km su strada asfaltata per chiudere l’anello.

Via ferrata F. Susatti di Cima Capi

A picco sul lago di Garda, è adatta per chi si voglia avvicinare al mondo delle ferrate, non presentando particolari difficoltà tecniche. Per lo sviluppo e il dislivello (quasi 1000 metri) richiede comunque una certa preparazione fisica.

La ferrata di Cima Capi regala un meraviglioso panorama sul lago e sulle cime del gruppo del Monte Baldo ed è ideale da provare in periodi non troppo afosi.

Sulla ferrata di CIma Capi a picco sul lago di Garda
Sulla ferrata di CIma Capi a picco sul lago di Garda

L’anello che vi proponiamo non è il classico. Noi vi suggeriamo un’alternativa un po’ più impegnativa ma che vi porterà in ambienti selvaggi, avventurosi e fra i resti storici della Prima Guerra Mondiale.

Itinerario della ferrata di Cima Capi

Punto di partenza è Riva del Garda: imboccate la strada del Ponale e camminate per circa mezz’ora. A un tratto, sulla destra troverete un piccolo cartello che indica il sentiero 405 e la ferrata.

Una serie di tornanti e una pendenza moderata vi fanno guadagnare velocemente quota fino a giungere all’incrocio con il sentiero n. 470 che proviene da Biacesa di Ledro: è qui che inizia la vera e propria ferrata.

Superando cenge e grazie a funi metalliche si risale ancora per circa 300 metri di dislivello e si giunge sul punto più alto della nostra gita: Cima Capi (909 metri), una vera e propria terrazza panoramica sul lago di Garda.

Sul filo di cresta di Cima Capi
Sul filo di cresta di Cima Capi

Con attenzione si procede sul sentiero in cresta per poi perdere un po’ di quota. Si seguono le indicazioni per Riva, lasciandosi alle spalle l’incrocio che conduce in Val di Ledro. Con l’aiuto di un cordino metallico si supera il tratto che taglia la parete di Cima Rocca. Con dei sali e scendi e un tratto in parte scalinato nella roccia si giunge a Bocca d’Enzima dove si può togliere l’imbrago.

Si continua a seguire il sentiero 405 finché non si trova un bivio e si prende il sentiero 404 che vi porterà al bastione e poi di nuovo a Riva del Garda.

Via ferrata di Favogna

Proprio sul confine tra la Provincia di Trento e di Bolzano, la ferrata si trova anche sulla montagna che divide la Val d’Adige dalla Val di Non.

La via è caratterizzata da cenge naturali, scale, cavi metallici e camini. La salita, tranne un paio di passaggi, non è tecnicamente difficile ma non è da sottovalutare sia per i diversi tratti esposti sia perché si sviluppa su una parete strapiombante e verticale che non lascia un momento di respiro.

Il dislivello da affrontare è di 900 metri e il tempo di percorrenza dell’intero anello è di 5 ore circa.

Terrazza panoramica sulla Val d'Adige
Terrazza panoramica sulla Val d’Adige

Da dove si parte?

Lungo la Strada del Vino, dopo il paese di Roverè della Luna e prima di Magrè, si trova l’erto e stretto sentiero che in una decina di minuti porta all’attacco della ferrata.

Il primo pezzo è il più impegnativo: da superare vi aspetta un camino verticale attrezzato con staffe e diversi appigli.

Il percorso continua con staffe metalliche, scale inclinate e cordini che si alternano a tratti di sentiero. Da affrontare ci sono anche un paio di passaggi di arrampicata (molto semplici).

Lunga scala in ferrata
Lunga scala in ferrata

Attenzione: quando trovate il libro di vetta a quota 980 metri la ferrata non è finita. Ci sono da affrontare ancora un paio di passaggi, tra cui aggirare uno spigolo esposto.

L’attrezzatura da ferrata si può togliere quando si arriva nel bosco, quello di Putzwald che si attraversa fino a giungere al paesino di Favogna di Sotto con la caratteristica chiesetta e il laghetto (biotopo). Lì trovate anche bar e ristoranti.

Per il rientro poi avete due possibilità:

  • scendere a Magrè dal ripido sentiero n. 3 lungo circa 6 km;
  • scendere dal versante di Roverè della Luna seguendo il sentiero 502B per circa 1 ora e mezza.

In entrambi i casi va poi calcolato il tratto da fare su strada asfaltata per ritornare alla macchina (quasi 4 km). Il consiglio, se aveste la possibilità, è quindi di avere due mezzi così da evitare di camminare a lato della strada provinciale.

L’idea in più

Per chi sia allenato a camminare molte ore e sia fisicamente preparato per fare un modesto dislivello, suggeriamo di provare la traversata che dalla Val d’Adige, passando per la ferrata di Favogna, vi porta in Val di Non.

Una volta giunti a Favogna di Sotto, grazie alla ferrata, seguite le indicazioni per Favogna di Sopra e poi il sentiero n. 3 che conduce sul Monte Corno di Tres a 1812 metri.

Ora siete in Val di Non e non vi resta che scendere alla Malga Rodeza e poi al Rifugio Sores, a circa 10 km dal Pineta Hotels. In totale (ferrata compresa) sono quasi 1600 metri di dislivello in salita.

Trova la miglior offerta per trascorrere le tue vacanze al Pineta Hotels: potrai provare anche tu le ferrate che ti abbiamo consigliato!

Autore: Sonia Chini

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