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Erbe spontanee commestibili: portiamo la montagna a Tavola!

 

Probabilmente molti di voi si staranno chiedendo perché ci sono tante erbe spontanee commestibili in Trentino… La risposta è semplice, perché si tratta di un territorio sano, incontaminato. La testimonianza sono proprio le erbe di campo, a dimostrare con la loro presenza la salubrità dei terreni e delle acque di questa terra.
Una terra che le mette a disposizione di chi sa conoscerle, comprenderle e raccoglierle correttamente… anche qui, nei dintorni del nostro hotel!

In questo articolo scopriremo come diventare un “buon raccoglitore” di queste erbette selvatiche e come utilizzarle in cucina!

Ma chi è il “buon raccoglitore”?

Il buon raccoglitore possiede una dote fondamentale, se vogliamo innata, quella della sensibilità ambientale; riconosce i segni che la montagna dissemina lungo i sentieri, nei pascoli, nei boschi.

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La natura ci sostiene quando siamo noi stessi a sostenerla

Questo è il motto che deve accompagnare il raccoglitore quando, dall’inizio della primavera all’estate inoltrata, si mette alla ricerca delle erbe spontanee.

Approfittate delle offerte legate alla natura  e seguiteci alla scoperta del fantastico mondo delle erbe spontanee!

Si possono utilizzare le erbe selvatiche in cucina?

Certamente! Pensate che moltissimi chef e operatori nel settore gastronomico sostengono che le erbe spontanee commestibili diventeranno il cibo del futuro! L’unica nota dolente è che, per la specificità del terreno in cui crescono, a volte per le quantità ridotte di ciascuna singola specie, e per le tecniche di preparazione, non si trovano a disposizione di tutti coloro che vorrebbero gustarle…

Quali sono le principali erbe di campo commestibili?

Nei prossimi paragrafi troverete le descrizioni delle principali erbe di campo commestibili: Tarassaco, Bardana, Sgrizol, Dioica Ortica.

Tarassaco: Taraxacum Officinale

Primo tra tutti il Tarassaco, e anche il primo che viene raccolto subito dopo lo scioglimento delle coltri nevose. Le valli si ricolorano di verde grazie al “dente di leone”, cosiddetto per via della sua forma a stella, proprio in questo periodo, verso la fine di marzo. Il suo gusto deciso, amaro e aromatico, si abbina divinamente alla pancetta e agli speck trentini. Raccolto ancora sotto forma di germoglio, il tarassaco può essere conservato sott’olio.Urospermumdalechampii

Ecco qui l’approfondimento sul Tarassaco, i cui segreti vi verranno spiegati da chef Bruno durante il mese di aprile!

Bardana: Arctium Lappa

Meno conosciuta e usata ma altrettanto curiosa, la Bardana, è un’erba di campo dalle poche pretese, che si accontenta di crescere ai margini dei sentieri e dei campi, fra le macerie, nei boschi radi, anche fino ai 1800 metri di quota. Una pianta rara dalle grandi foglie, che ha una stagionalità biennale. Le radici si raccolgono nell’autunno del primo anno di vegetazione o nella primavera del secondo anno prima che si formi il fusto floreale. Le foglie si raccolgono fra maggio e luglio prima della sua fioritura. Il suo sapore assomiglia molto a quello del carciofo. Ottima con i formaggi tipo pecorino e caprino stagionati e grana trentino. Molto particolare anche abbinata ai pesci di montagna come la trota e il salmerino.

Sgrizòl: Silene Vulgaris

Raccolta sul crescere, la Silene Vulgaris è la più eclettica delle erbe spontanee di prato. Cresce a bassa quota, nei prati tra gli 800 e i 1000 metri ed è una delle migliori erbe di campo commestibili. Viene raccolta solo prima della fioritura altrimenti le foglie basali diventano Silene Vulgaristroppo dure. Scottata velocemente con un pizzico d’aceto, ha un sapore leggermente dolce, un vago sentore di liquirizia ed è ricca di ferro. Perfetta da abbinare allo speck trentino, accompagna bene come contorno anche frittate e pesci. Il nome di quest’erba fa riferimento al curioso rumore che le sue foglie producono se pigiate contro il dorso della mano.

Dioica: Dioica Ortica

Ultima ma non per importanza, meglio conosciuta da tutti come Ortica, la Dioica cresce attorno alle malghe di montagna, nei terreni incolti e in mezzo ai ruderi, fino a 1700 metri di quota. Di questa erba di campo si raccolgono i germogli più teneri, che una volta leggermente appassiti o sbollentati, perdono il loro carattere urticante, diventando commestibili e facendosi apprezzare per il gusto delicatissimo. Ideale come condimento su gnocchi di patate e tortelloni. Idilliaca nei risotti.

Erbe spontanee: non solo grandi sapori

Le erbe spontanee non sono apprezzabili solo in ambito gastronomico, le proprietà di alcune le vedono protagoniste come rimedio ai malanni che avversano corpo e spirito. La montagna offre all’uomo che le sa riconoscere, raccogliere e trasformare, non solo cibo quindi, ma anche prodotti naturali e cosmetici. Basti pensare alle erbe officinali reperibili in alta quota come la Calendula, l’Arnica o la Stella Alpina, la cui crema combatte i radicali liberi regalandoci una pelle morbida e vellutata.

E quando si parla di Natura, Cucina e Benessere, il Pineta risponde!

Al Pineta vorremmo farvi comprendere l’importanza del legame tra natura e raccoglitore e non c’è modo migliore se non quello di accompagnarvi alla scoperta del fantastico mondo delle erbe di campo. Vi insegneremo a riconoscere quelle commestibili, svelandovi i segreti delle erbe in cucina, i trucchi per cucinare le erbette che diventeranno le regine stagionali delle vostre tavole anche al vostro rientro a casa.

Ecco il nostro ultimo corso sulla raccolta e cucina delle erbe spontanee del Trentino Alto Adige con Meret Bissegger.

Vi aspettiamo al Pineta Naturalmente!!

Nicola e Riccardo

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